La Terra dei Messapi ci conforta riacquistando memorie disperse d'illustri Maestri dell'Arte Visiva Contemporanea, naturalizzati pugliesi; che temerari, resistono agli assalti dell'effimero, rammentandoci che taluni linguaggi senza tempo, sono e saranno patrimonio incommensurabile “da mostrare”. Pietro Guida alla veneranda età di 95 anni (Santa Maria Capua Vetere, 14 luglio 1921); “stesso giorno e mese della presa della Bastiglia”, esclama celiando, col suo spirito rivoluzionario, ancorché sorpreso imperturbabile a modellare (!), sorprendendoci ogniqualvolta scende nell'agone dei mortali, con le sue tensioni formali.
Quelle sue emozioni scultoree, in cemento e gesso patinato - a grandezza umana - a soggiogarci in tutta la loro rappresentazione fortemente espressiva di un realismo magico. Di armonie passionali e movenze, di personaggi alteri e suggestivi: questa volta, tra le conturbanti bellezze dei suoi amanti, i ballerini di tango e le molteplici scene del quotidiano agitarsi nel rumore del mondo, assieme a rivisitazioni contemporanee della narrativa classica.
Dopo le recenti straordinarie esposizioni in Castel dell'Ovo di Napoli nel 2012, nell'ex Monastero degli Olivetani di Lecce, promossa dal Dipartimento dei Beni Artistici e Storia dell'Art e dell'Università del Salento nel 2014 e per “Le grandi mostre” nei Sassi di Matera nel 2016, con 41 opere, raccogliendo un successo strepitoso in sei mesi espositivi con 45mila visitatori, piovuti d'ogni dove! Ora, dopo oltre sessant'anni d'isolata residenza nella sua Villa delle Meraviglie, ecco che Manduria (città d'elezione dal 1951) “omaggia” la sua figura - neanche di cittadino onorario, cui dovrebbe annoverarsi ma di “semplice” artista.
Un Maestro scultore fra i massimi protagonisti dell'Arte del Novecento italiano, presente in prestigiosi Musei, Raccolte, Fondazioni e Collezioni. Dedicandogli una mini antologica con quindici opere, realizzate tra il 1947 e il 2016. A cura di Giulio Dimitri, graphic designer e Filmmaker d'eccezione, con Peppe Guida, docente di discipline plastiche e abile coordinatore delle mostre paterne. Nel settecentesco imponente Chiostro dell'ex Monastero delle Servite (opera pregevole attribuita al Manieri) , sede del G.A.L. Terre del Primitivo, che ha organizzato l'evento, a concludersi il 31 ottobre. Per poi, chissà, poter ammirare nella città capoluogo di Regione - questa Bari avara di voli “identitari” - una testimonianza storica epocale (la Pinacoteca detiene una sua opera del decennio “astratto”, premio-acquisto del “Maggio”); qualora il MiBact e la città Metropolitana, raccolgano il nostro appello, che merita ponderazione e risposte certe.
Scongiurandone una dispersione, utile ad arricchire l'offerta culturale di un Polo museale di tutto prestigio come il castello Normanno Svevo. Con l'avverarsi di una sicura spontanea “donazione” di opere significative, da esporre permanentemente sotto i portici della corte interna del maniero: ulteriore attrattiva per quei tanti turisti, curiosi di scoprire i tesori contemporanei di una Puglia silente ed ignota, da non dimenticare. (Manduria, chiostro ex Monastero delle Servite, sino al 31 ottobre, infotel. 099.9737871)
MANLIO CHIEPPA, EPolis Bari 26 settembre 2017
